Prof. Vittorio Riguzzi Espressionismo simbolico Critico d'arte
Dott.ssa Zara Finzi ...poetica del farsi Critico d'arte
Principessa Martha Nassibou ... un viaggio mistico nel cuore Artista, Pittrice
Dott.ssa Beatrice Buscaroli Un mondo sconfinato Critico d'arte
Dott. Roberto Pettini Gioia di Vivere Critico d'arte

La sua è una poetica del farsi, del divenire che si realizza nel gesto ossessivo esteticamente coinvolgente, teso all’armonia prima che alla bellezza.

Egli comincia dal basso e continua verso l’alto con una inconsapevole necessità che lo porta a trasformare in altro quello che gli fiorisce fra le mani.

E alla fine ciò che deve comparire compare, diverso e uguale perché il lavoro che Caruso fa è sempre lo stesso, come ogni artista, alla ricerca inconscia di una conoscenza filogenetica.

Il bianco della tela lo attrae come una sfida. Il bianco e il vuoto egli li riempie con paziente rabbia quasi a colmare una carenza primigenia con la prolissità del segno.

In apparenza le opere vivono di citazione colte, ripetitive. Prepotente l’allusione alla Secessione Austriaca e in specie a Gustav Klimt. Le tessere musive nel bianco e nero e nei colori caldi (rosso arancio ocra con sapienti tocchi di verde e di blu) si ricompongono in una campitura armonica di colori puliti di cui alcuni accostamenti ispirerebbero la creatività di Ottavio Missoni. Le sue, in realtà, risultano figure originali, spesso enigmatiche, volti immersi in un’atmosfera rarefatta. Ne scaturiscono immagini evocative che traducono un ricordo, un’emozione un’indagine interiore (Matilde di Canossa, Ezzelino da Romano e le stelle della Lunigiana che lo commuovono perché in esse vede un inizio di conoscenza artistica e di conoscenza "tout court".

I volti di donne esotiche avvolte in complicate acconciature occhi allungati labbra carnose e sensuali alludono all’erotismo come costante della sua produzione. Moderne eppure classiche nella loro immobilità.

La stessa aporia che ritroviamo in "La staticità e il moto" (acrilico e tempera) animali fiabeschi in un movimento che si eternizza sullo sfondo immobile di archi vagamente alla De Chirico.

Così "Demoni" (tecnica mista) mostra una Giuditta che si trasforma in un mostro per dilaniare con denti aguzzi il cuore dell’uomo innamorato.

In "Mediterraneo" (tecnica mista) figure umane e animali (qui e ora) si sposano con un paesaggio fuori da tempo che fiorisce da leggere pennellate che sfumano il mare.

Caruso si definisce "instabile" ma dalle sue opere (olio, tempera e specialmente acrilico che predilige per la brillantezza, l’immediatezza e la resa del colore) emerge una costante ricerca del particolare e il bisogno di riempie il materiale povero di connotati col tratto e il colore che sono solo suoi, "stabilmente" suoi, immediatamente riconoscibili.

ZARA FINZI

 

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A domani in Trentino a Rovereto per la colletiva "Preludio d'Iverno: Arte del Tempo.dal 26 Novembre al 17 dicembre 2011 c/o Centro Culturale Casa Tani ,inaugurazione sabato alle ore 18,00.