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Dott.ssa Zara Finzi ...poetica del farsi Critico d'arte
Principessa Martha Nassibou ... un viaggio mistico nel cuore Artista, Pittrice
Dott.ssa Beatrice Buscaroli Un mondo sconfinato Critico d'arte
Dott. Roberto Pettini Gioia di Vivere Critico d'arte

MAURIZIO CARUSO : L’INVENZIONE ONIRICA DEL REALISMO

Al primo impatto visivo, le figure si dispiegano sulla superficie bidimensionale della tavola, occupando lo spazio in massa compatta, anche là dove il segno più sottile della intenzione grafica sottolinea i più piccoli particolari, connettendo dettaglio a dettaglio. L’intenzione di proporre la spazialità pittorica attraverso le masse volumetriche del colore è evidente nelle opere in acrilico e tempera, così come nella grafica la volontà di penetrare il particolare, la pietra e il mattone degli edifici, i segni più sottili che si disegnano sui volti e ne contraddistinguono le esperienze accumulate negli anni, le forme paesaggistiche ricche di elementi simbolicamente contrapposti ai motivi dell’ambiente modificato dall’uomo. Le masse di colore compatto si dispongono, tuttavia, a sottolineare la molteplicità dei piani, invitano il fruitore a scandire la visione dell’insieme nella partizione degli elementi che sono proposti, in una visione prospettica che prescinde dalla scala misurabile delle distanze artificiosamente predisposte e volge invece ad ammettere la valenza figurale come scansione della memoria onirica, come potente prefigurazione di una misura dove l’iperrealismo delle forme dipende soltanto dall’importanza esistenziale ed affettiva che ad essa viene assegnata.
La grafica, a china e matita, spesso delinea paesaggi e piccoli abitati, da Scodello e Salemi (Sicilia), a Tortoreto (Abruzzo), a Dolceacqua (Liguria), in un fantastico tour delle località italiane, ove l’elemento realistico si giustappone alla risoluzione concreta del disegno, in cui viene dissolto, grazie alla stessa precisione e accuratezza del particolare, l’oggettivazione e l’alterità del modello, che viene rivisitato in ordine ad una diversa modalità di accesso e di riappropriazione, oggettivizzato piuttosto come paesaggio della memoria, scansione di un tempo volutamente fermato su quelle pietre e su quella modularità del paesaggio, quasi una forma mitica che sempre ritorna con la stessa configurazione prescindendo dalla corruzione del tempo. E se la volontà onirica che guida la mano dell’autore rimanda nelle opere in acrilico e tempera a suggestioni che possiamo ritrovare in De Chirico, la potenza della massa di colore, l’impatto visivo forte che, in alcune opere, come in BAM (prima del boato), contrassegna le figure in primo piano richiama la scansione delle masse di Salvatore Fiume, sulla traccia di un’esperienza di ricerca dell’esotico, che, dalle avanguardie, perviene attraverso la sua opera a queste figure negroidi della Nubia. La rivisitazione onirica delle forme realistiche si consolida nell’attenzione ai referenti metaforici, sia nella ripresa di modelli letterari (La Torre di Pisa – Ezra Pound – Il mondo celtico), sia nel richiamo ad antiche civiltà (quella etrusca e quella peruviana in particolare), sia nell’assumere la metaforizzazione come metamorfosi dissolutoria nelle composizioni di figure di uccelli e di pesci, nella consapevolezza, tuttavia, di poter comunque ricondurre anche questa ad un ordine geometrico, non più connesso alla configurazione rigida degli assi cartesiani e alla prospettiva rinascimentale, ma a quella geometria dei frattali, ove è la ragione a seguire la conformazione varia e molteplice del reale e la sua pluridimensionalità, piuttosto che imporre ad essa i propri modelli.

STEFANO BENASSI

Prof. Incaricato presso l’UNIVERSITA’ di BOLOGNA
per “ Sociologia dell’Arte e della Letteratura “

 

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A domani in Trentino a Rovereto per la colletiva "Preludio d'Iverno: Arte del Tempo.dal 26 Novembre al 17 dicembre 2011 c/o Centro Culturale Casa Tani ,inaugurazione sabato alle ore 18,00.